29.6 - Q uale ruolo può rivestire l'amministrazione di sostegno in relazione al trust?

La prassi che va diffondendosi presso i vari uffici dei Giudici Tutelari vede spesso l'amministratore di sostegno quale soggetto che promuove l'istituzione del trust per il beneficiario con i beni del medesimo: all'amministratore di sostegno vengono lasciati i poteri inerenti la cura della persona, più confacenti al suo ruolo, mentre l'ufficio di trustee viene ricoperto da una trust company o da un professionista. E' all'Ads che il trustee dovrà presentare il rendiconto, successivamente sottoposto all'approvazione del Giudice Tutelare, unitamente alla relazione annuale.

L' amministratore di sostegno può, inoltre, chiedere al Giudice Tutelare di apportare al funzionamento del trust le modifiche eventualmente necessarie, non potendo il Giudice Tutelare intervenire di sua iniziativa sull'atto istitutivo.

L'amministratore di sostegno potrebbe rivestire anche l'incarico di trustee, e in numerosi casi ciò accade: ciò è ritenuto in via generale ammissibile, sebbene apparentemente possa sembrare esserci un contrasto tra il trasferimento di beni che si attua con il trust e le norme che impediscono al rappresentante legale dell'incapace di farsi acquirente di ragioni o diritti verso l'incapace (art. 323 c.c.).

Prudenzialmente, comunque, per escludere qualsiasi conflitto di interesse con riguardo agli atti di amministrazione dei beni trasferiti al trustee in funzione segregativa, è consigliabile che l'amministratore di sostegno non assuma le funzioni di trustee.

In linea di massima, la scelta del trustee deve ricadere su una persona che goda della fiducia dell'assistito, sia capace di ascoltarlo e di realizzarne gli interessi.

Quando si tratta di gestire patrimoni complessi, la figura del trustee qualificato è più utile perché l' amministratore di sostegno (magari un parente del beneficiario) potrebbe non avere i requisiti di professionalità che il detto incarico comporta.

E' possibile anche la nomina di due trustee, uno professionale per l'amministrazione del patrimonio, l'altro identificato nella persona dell'amministratore di sostegno per tutti i compiti di cura della persona del beneficiario.

Certamente più confacente all'amministratore di sostegno, in virtù del suo ruolo istituzionale e dell'esperienza che normalmente gli amministratori di sostegno hanno, è la funzione di guardiano del trust. Nei trust per soggetti deboli, normalmente è sempre previsto un guardiano.

Guardiano è infatti colui che controlla l'operato del trustee, potendo addirittura porre il veto a certe decisioni, e che potrebbe chiederne la revoca in caso di negligenza. ad esempio, l'atto istitutivo del trust potrebbe conferire al Guardiano Ads il diritto/dovere di agire giudizialmente per l'esecuzione del trust, per far valere le obbligazioni del trustee in caso di inadempimento, oppure la violazione della legge regolatrice del trust. E' quindi ipotizzabile che all'Ads guardiano del trust vengano lasciati tutti i compiti di cura ed assistenza della persona; certamente resteranno in capo all'amministratore di sostegno tutte le manifestazioni di consenso o di dissenso ai trattamenti medico-sanitari.


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