29.5 - Ci sono vantaggi nella coesistenza di Ads e trust?

Si, ci sono. Giurisprudenza e dottrina oramai da tempo confermano la compatibilità del trust interno di protezione delle persone prive di autonomia con l'amministrazione di sostegno. La complementarietà delle due misure offre indubbiamente una protezione articolata al soggetto debole.

Tra i due strumenti esistono innegabili analogie, talchè, pur diversi, essi possono coesistere diventando strumentali l'uno all'altro e complementari, e ciò in quanto essi hanno un comune fondamento fiduciario.

Le analogie tra ads e trust possono così riassumersi:

  1. (a)l'elemento fiducia: trust è un termine inglese che significa fiducia; il trustee ha il compito di gestire e amministrare il patrimonio del beneficiario e lo fa sulla base di una obbligazione fiduciaria; l'Ads è fondata sulla fiducia che deve esistere tra beneficiario e amministratore; questi, infatti, ha il dovere di ascoltare e tener conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario, oltre che informarlo, per quanto possibile, sugli atti da compiere. L'ads deve in sostanza cercare di instaurare una relazione con il beneficiario fondata sulla reciproca fiducia
  2. (b)la duttilità: caratteristica comune ai due strumenti è l'ampia elasticità e versatilità, essendo entrambi in grado di "plasmarsi" in modo differente secondo le esigenze del caso concreto, tenendo conto dei desideri e delle aspirazioni del soggetto debole
  3. (c)la precisa indicazione dei criteri di gestione: sia chi chiede la nomina dell'ads sia il disponente di un trust può indicare il nominativo dell'ads o del trustee nonchè i criteri di gestione ai quali l'amministratore e il trustee devono attenersi. Vi è, invero, una differenza sostanziale, data dal fatto che nell'Ads le suddette indicazioni non sono vincolanti per il Giudice Tutelare , ma destinate ad essere comunque prese in considerazione.

T__rust e amministrazione di sostegno possono dunque coesistere, rafforzando reciprocamente la protezione della persona non autonoma. E ciò con i seguenti possibili vantaggi:

  1. (a)estendere la protezione offerta dal trust anche oltre la morte del disponente

  2. (d) tutelare contemporaneamente più persone (ossia, più membri della famiglia)

  3. (e)intaccabilità dei beni da partedei creditori o di terzi, stante l'effetto di segregazione patrimoniale, e sul versante dell'Ads, il controllo da parte del Giudice Tutelare sulla gestione patrimoniale da parte dell'amministratore.

In sintesi, quindi, la coesistenza dei due strumenti fa sì che il patrimonio del disponente (che potrebbe essere lo stesso beneficiario dell'Ads) venga blindato e destinato al raggiungimento delle finalità che il disponente si è preposto, e sia destinato a rimanere tale anche dopo la morte del disponente (non beneficiario) e sottoposto al "costante controllo di legalità" da parte del Giudice Tutelare.

Il Giudice Tutelare conserva, infatti, un potere di sorveglianza e la possibilità di controllo sul trust: può impartire direttive al trustee, può disporre che il trustee modifichi o elimini alcune disposizioni dell'atto istitutivo o lo integri, può revocare il trustee o il Guardiano e nominarne altri, può modificare la legge regolatrice del trust.

Il trust per soggetti deboli può quindi essere considerato un mezzo efficace e sicuro da affiancare all'Ads, perché, con l'atto istitutivo del trust, approvato dal Giudice Tutelare, è possibile tener conto dei bisogni e delle istanze del beneficiario della procedura.

Così, molti giudici tutelari, nei decreti autorizzativi dell'istituzione di un trust con i beni del beneficiario di Ads, sottolineano che il vincolo che con il trust si imprime sui beni del beneficiario è ancor più forte delle previsioni dell'art. 410 c.c.

Inoltre, in caso di contrasto tra amministratore di sostegno e beneficiario, il Giudice Tutelare deve valutare, in contraddittorio con quest'ultimo, i provvedimenti più opportuni da assumere, ma la decisione finale è in capo al Giudice.

Nel trust, invece, i beni che ne fanno parte devono essere destinati esclusivamente alle finalità dichiarate nell'atto istitutivo del trust, finalità che corrispondono alle istanze espresse dal beneficiario.

Ulteriore vantaggio della coesistenza dei due strumenti è costituito dal fatto che sarà possibile fornire al beneficiario una protezione globale, sia cioè personale che patrimoniale; inoltre, poiché si ritiene che, istituito il trust autorizzato dal Giudice Tutelare, il trustee che operi nell'ambito dei poteri che gli sono conferiti non deve chiedere ulteriori autorizzazioni al Giudice, le cancellerie degli Uffici dell'Amministrazione di sostegno vengono di fatto sgravate da una considerevole mole di lavoro.

Non è azzardato, infine, sostenere che la combinazione del trust per soggetti deboli con l'amministrazione di sostegno potrebbe contribuire ad ulteriormente ridurre il ricorso all'interdizione.

Il trust può essere autorizzato con lo stesso decreto di nomina dell'ads, può preesistere all'ads ed eventualmente può essere modificato in seguito all'adozione della misura legale (in tal caso il trustee manterrà la sua funzione e riferirà all'amministratore di sostegno), può infine essere istituito dall'ads in un momento successivo alla sua nomina.

In conclusione, può allora dirsi che il trust per soggetti deboli valorizza la finalità della misura di protezione di proteggere persone che si trovino prive, in tutto o in parte, di autonomia nella salvaguardia dei propri interessi, valorizzandone le aspirazioni.


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